lunedì, gennaio 25, 2010

Ultimo Consiglio Comunale


...che mica vi sto ad annoiare ad ogni Consiglio però questo mi va di raccontarlo.
Uno dei punti all'ordine del giorno la tanto pretesa da noi ( opposizione ), anche attraverso volantini, scelta del presidente del consiglio comunale.
Guarda caso hanno proposto l'ennesimo uomo.
Allora abbiamo espresso il nostro parere favorevole sulla persona scelta ma il nostro rammarico per le consigliere donne ( le loro ) che non hanno uno che sia uno di posto di responsabilità. E poi si doveva votare e sarebbe stato giusto che votassimo il consigliere scelto da loro.
Quando, per fare la scrutatrice, hanno fatto alzare una delle loro tre ragazze, io non ho potuto fare a meno di commentare " per quello si è sempre buone...è come fare le veline".
Ci è stato risposto che le ragazze aiutano molto i consiglieri e gli assessori lavorando nell'ombra e che il mandato è lungo e qualcosa per loro, prima o poi, ci sarà.
Allora, siccome il voto era segreto, ( ma anche se non lo fosse) io ho votato una di loro, ( che mi sembra in gamba ) invece del candidato scelto dalla maggioranza e credo che, qualche altro abbia fatto il franco tiratore, perchè solo per un voto non abbiamo dovuto rifare tutto.
Poi ecco, su un altro punto all'ordine del giorno, che sembrava innocuo e noioso ho anche litigato. Per la prima volta, si è sentita la mia mezza ( ormai ) corda vocale.
Il punto era quello dello spostamento del mercato comunale da dove sta a 100 metri più giù, che, a volte mi dico, ma a me? Cosa me ne importa ?
Solo che, nell'esposizione dei motivi dello spostamento,l'assessore dice che si intende anche lasciare libere delle piazzole per eventuali produttori del luogo e hanno anche usato il termine " km 0" che qui è un paesino di 15 000 anime e pochissimi fanno i coltivatori diretti, per lo più allevano mucche e maiali con l'aiuto della numerosa comunità indiana, che se non ci fossero loro vorrei vedere chi ecco, in modo da non lasciarle occupare dai soliti venditori di arance
quei " siciliani" che stanno sempre ai bordi delle strade statali.
Epperò!
Allora ho chiesto di ritornare su quel passaggio, ho chiesto se ci fossero richieste da parte dei produttori autoctoni , e ho visto che non hanno capito il termine ma afferrato il concetto, e se gli eventuali ambulanti siciliani avrebbero occupato abusivamente o avrebbero dovuto pagare il suolo come tutti gli altri.
Chiaro che avrebbero pagato.
E chiaro anche che non c'erano domande dai produttori locali ma che avrebbero stabilito un chilometraggio per il merito. Ma si può?
E mi è stato detto che la clausola era per non avere rogne come il paesino qui vicino dove hanno un macellaio musulmano al mercato e gli altri venditori si stanno ribellando.
Allora ho chiesto se era sua intenzione creare una specie di graduatoria per le piazzole ma non ha capito l'ironia e mi ha chiarito che magari succede che le piazzole restino per mesi non occupate e, comunque poi, capita lo stesso di vedere i mercati invasi da formagelle sarde e torroni siciliani.
E che non dovevo preoccuparmi.
Niente niente...è che tornando a casa, a piedi, nel freddo e nel gelo come una gesùbambina, pensavo alle differenze.
A quelle grandi e a quelle piccole.
E che ci sono, al di la del bene e del male. E non nemmeno ragionare sul giusto o l'ingiusto ma affermare, anche a me stessa, ormai un pò delusa e affranta, che la differenza di pensiero c'è.
E meno male.

domenica, gennaio 17, 2010

cosa vuoi più dalla vita?


Che l'altra sera, stanca stanca, lavati i denti e pronta per il letto, mi sono guardata allo specchio e mi sono chiesta:

" ma tu, Rosi, cosa vuoi più dalla vita?"

Era stata una settimana piena di cose belle, come tutte le altre, come sempre.
Niente noia, niente tristezze, niente di brutto.
Tante cose da fare.

Mi aveva chiamata la preside per darmi un incarico di responsabilità
( e si che lo diceva l' oroscopo ) mio figlio sembrava felice con la sua patente e la mia macchina, e non m'importa se adesso cammino molto di più a piedi o in bicicletta.
I cambiamenti basta vederli con altri occhi e ti salvi.
La trasmissione radio era andata benissimo, l'affetto che mi circonda sembra vero...

Volevo comprare un frigo nuovo ma ho preferito spendere i soldi in 5 paia di scarpe, 4 nuovi maglioni e dei pantaloni bellissimi.
Che quando ci vuole è necessario.
E ho potuto farlo.
E non ho avuto nemmeno dei sensi di colpa.
E' un modo per coccolarmi.
E poi, ci sono i saldi.

Che poi ho pensato alla sproporzione di certe spese.

Ma tant'è, il frigo lo posso comprare appena avrò un pò di tempo per scegliere e per girare.
Anche un frigo merita un pò di tempo e di attenzione, che poi, se indovini quello buono, ti farà compagnia per tutta la vita.
Quello che ho l'hanno regalato a qualcuno che me l'ha regalato. Stenta un pò ma resiste e mi fa pensare a quante persone passano, spariscono, mentre un frigo resta, anche se cambia casa.

E sono andata a letto dicendo che non voglio più nulla, che tutto ciò che ho, mi basta.
Anche quel frigorifero.

Falso.

Ho sempre posti interessanti dove andare e vado, poi torno ma vado ecco.
Ho dove andare.
Mentre c'è gente che è sempre davanti al Grande Fratello.

Oggi, per esempio, sono stata alla presentazione di un libro.
A Milano. La scrittrice per me era un mito e ora, guarda caso, il mio racconto si trova insieme al suo, in una raccolta.
Quelle donne che prima mi sembrava di vederle solo col binocolo adesso mi conoscono e mi abbracciano.
Sto organizzando una cena e, come niente, metto insieme 60 donne e poi però ci devo pensare ai contenuti e sono cose che mi piacciono.
E continuo a dire che non mi manca niente e che ho fin troppo.

Falso.Falso. Falso.

Cosa voglio più dalla vita?

Forse un bersaglio !
E la voglia di non sbagliare il tiro e fare, finalmente, centro !
Cosa vuoi più dalla vita?

lunedì, gennaio 11, 2010

Manuel e Francesco




Di questi giorni la notizia che anche in Portogallo il Parlamento ha approvato un
disegno di legge che legalizza le unioni omosessuali.
Da noi? Da questa bella Itaglietta?
Tutto tace!
E' questo silenzio che, secondo me offende più delle parole,
che due ragazzi di Savona cercano di infrangere dal 4 gennaio con uno sciopero della fame iniziato davanti a Montecitorio e che ora continua dalla loro casa con una
web cam accesa 24 ore su 24.

E però, cercano di infrangere il silenzio, nel silenzio.

E non è giusto.

Perchè, naturalmente,la loro protesta viene derubricata come non-notizia; in un paese in cui tutta l’attenzione politica e’ dedicata ai giochi -spesso vergognosi – dei partiti per la scelta dei candidati alle regionali e nel quale, ogni giorno di più si fa più profondo lo scollamento tra i bisogni e le legittime aspirazioni delle persone e coloro che dovrebbero rappresentarle.
Chissà se riusciamo a fare della rete, che ha saputo raccogliere e concretizzare la rabbia di un milione di persone, il popolo viola, nel NO B-DAY, uno strumento che valga da stimolo e strumento di protesta collettiva.


E' sempre una scommessa. Come la vita.

E può rappresentare quelle emozioni che, ormai, ci mancano.


Perchè, come ha detto zia Cassie un giorno, bisogna emozionarsi coi vivi e non solo coi morti.

C'è
chi cerca di usare la rete proprio come mezzo di diffusione di notizie , chi a creare un gruppo per sostenerli.

Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi
protestano
contro l'ignavia della politica e rimarranno senza cibo finché non verrà calendarizzata almeno una delle decine di proposte legislative che riguardano le convivenze tra persone dello stesso sesso.
La cosa triste non è solo che i due ragazzi stanno percorrendo questa strada drastica nel più totale silenzio ma che questo silenzio non è solo quello dei media e della politica ma anche delle grandi associazioni LGBT che dovrebbero fare cassa di risonanza all'episodio.
Possiamo aiutarli a superare quella che sembra una operazione di censura diffondendo il più possibile quello che stanno facendo ,attraverso i nostri contatti, i profili facebook e i blog.
Noi qui nel nostro piccolo,giovedì li intervistiamo alla trasmissione radio.
Hanno deciso di convocare un un sit-in circolare in "stile americano" davanti alla sede
del Parlamento per la sera del 12 gennaio 2010 alle ore 21:00

(Piazza Montecitorio).
Sarà una manifestazione pacifica con bandiere e ombrelli rainbow e cartelli
a sostegno dei due ragazzi e del loro atto di protesta non violento.

Ci stiamo preparando ( quelle e quelli che) a partecipare e sostenere l'iniziativa.

Siete tutti invitati ecco.


E, per chi non sarà a Roma, c'è questa nuova sfida organizzativa, perchè si tenterà di replicare nelle nostre città la manifestazione.
Alla stessa ora, nello stesso giorno, davanti alle sedi dei nostri comuni di appartenenza.


Se venite a sapere delle manifestazioni e potete, andateci !
E' cosa buona e giusta.


Bisogna iniziare a fare con i propri mezzi e segnare la nostra ( di tutti noi ) nel mondo.
Io mi chiedo solo quanto manca ancora perchè non si debba arrivare a tanto per dei sacrosanti diritti?





Ma quanto ?



martedì, gennaio 05, 2010

Sulle eredità


e sul prendere e sul dare, e su quello che rimane, che sono andata al lago con i brasiliani e mi sono ricordata di quella volta che e di quell'altra.
E, al ritorno,pensavo alle eredità che ci lasciamo, ai pezzettini che ci sono e che non ci appartengono ma, ormai, sono nostri.


Ed infatti. Che quella volta che ho scolato la pasta e ho sentito un urlo animalesco, lei che si è avvicinata come se io stessi creando chissà quale disastro nucleare con quel quotidiano gesto, urlando:
" apri il rubinettoooo apri il rubinettoooo"

ed io pensavo lo dovessi aprire sulla pasta per fermare la cottura ed invece no.
Invece , no.
Con un salto scattante e uno sguardo di disapprovazione, ha allungato la mano,spingendomi con il braccio e ha aperto il rubinetto dell'acqua fredda.
Fredda ! mi raccomando.
L'acqua, fredda doveva andare , in contemporanea all'acqua bollente dello scolapasta,nel lavandino, ardua impresa ma non impossibile, perchè, altrimenti, i tubi dell'acqua

( i tubi dell'acqua???!??) si potevano rompere, che gliel'aveva detto mammà e se lo diceva mammà, non importava si trattasse di qualche leggenda metropolitana nazional popolarissima, si doveva applicare alla lettera, come se mammà fosse li a vederci commettere l'errore fatale che avrebbe fatto esplodere tutte le mattonelle della cucina e poi i mobili giù nell'appartamento di sotto, e quattro morti e chissà quanti feriti e quanti soldi da sborsare.
Oh !
Questa eredità non è durata molto perchè l'ho sperperata dopo la sua dipartita ma, la sorpresa,è stata vedere che la ex della mia ex aveva lasciato in eredità alla sua fidanzata la stessa dipendenza.

Ci siamo trovate una sera in un bar a parlare dell'inutilità di alcuni lasciti ereditari.
Potenza di mammà...che fa fare cose non tanto intelligenti a ben quattro donne adulte e , sembra, sicure di sè.
Il Dek no.

Il Dek è un'eredità che ancora dura perchè prima di lei, al decaffeinato meglio la morte ! e, magari l'ho data questa eredità a qualche altra persona che adesso, quando lo beve pensa che è uguale uguale al caffè normale e si ricorda di me.
O non si ricorda, dipende.
Un'altra eredità è lo spazzolino per i denti nella doccia.
Non è doccia se non ti lavi i denti sotto.
Mentre la fai. La doccia.
Non lo provate mai ! E' una droga e crea dipendenza.

Una volta l'ho detto a mio figlio quello grande:
" Prova, prova"
e da allora non è più uscito dal tunnel.
Ma il bello è che lui l'ha consigliato alla sua fidanzata e, quindi e per cui, chissà in quanti siamo a godere di questa eredità.
Io lascio in eredità l'arte della carta forno. I vari modi di usarla, la praticità e qualche ricetta ( sempre con la carta forno). Carta a forno nella padella e padella sul fuoco.

Ma non è tutta carta del mio sacco. E' l'eredità di una collega che ha vissuto con me per un anno quando i tempi erano altri ma non per questo migliori.
Lascio anche qualche canzone brasiliana imparata a memoria perchè troppo belle per non farlo.
Chi la eredita magari la canta a qualche altra, sul divano, in una sera piovosa e piena di noia.
Magari a quell'altra le piace e la impara a memoria che , forse, sa anche suonare la chitarra. Chissa', poi, a chi la lascerà la mia eredità.
Giriamo nei loro letti e nelle loro vite e loro qui intorno, nelle nostre cose e nelle nostre abitudini,come delle eredità che ci lasciano e che lasciamo.
Ma alcune le abbandoniamo per strada, e allora mi chiedo cos'è?

Cos'è che ci fa dimenticare di alcune cose, tenere altre, e, addirittura,passarle ?
Chissà se si ricordano di noi, quando consumano quello che abbiamo lasciato ?

Le eredità che abbiamo non solo ricevuto ma anche dato.
Roba nostra era. Chissà che giri stanno facendo?
Io mi ricordo di chi sono e da dove arrivano, le eredità che ho scelto di accettare.

Mi sembra una forma di rispetto.
Per non dimenticare, ecco.

giovedì, dicembre 31, 2009

Una Arizona per ogni Callie e viceversa











...la sessualità di Callie è una terra di nessuno ma la vediamo invaghirsi della dottoressa Arizona Robbins, primaria di chirurgia pediatrica che, a sua volta è innamorata di lei.
Questa volta si tratta di una esperienza con un lesbica sicura di sé, come lo è Arizona che scopre Callie a piangere nel bagno di un pub, le si avvicina per rassicurarla ed infine la bacia e la loro storia va avanti nonostante la Robbins non si aspettassi che Callie avesse scoperto da poco la sua omosessualità.
Come spesso accade nel mondo omosessuale,la forza di un amore può essere la spinta per affrontare la visibilità e il coming out con i propri genitori.
Callie, che, ormai, non ha problemi a raccontarlo a se stessa e ai propri amici ( viene da un'altra storia con una donna e ha già la sua bell'età e delle idee un pò più chiare ecco) deve però affrontare un difficile braccio di ferro con il padre, un uomo dai

“sani principi morali”, conservatore e molto religioso.
Quando il padre di Callie, Mr. Torres (Hector Elizondo),viene a sapere dell’omosessualità della figlia, cerca in tutti i modi di convincerla a tornare a Miami. Il padre della dottoressa, preoccupato della situazione sentimentale della donna, pensa che farla tornare a casa con i genitori potrebbe esserle di aiuto per ritrovare se stessa (e la sua eterosessualità, ) e tornare a essere felice come un tempo ma Callie si dichiara soddisfatta della sua vita e soprattutto delle sue scelte sentimentali.
Dopo una lite, il padre di Callie decide di diseredarla e tagliarle tutti i fondi e
Callie si trova costretta a lavorare quante più ore possibile in pronto soccorso per guadagnare qualcosa in più.
Proprio questa improvvisa mancanza di soldi di Callie è stata una delle prime problematiche da affrontare, con Arizona, ma è stata risolta velocemente e con tenerezza quando Callie si è decisa a dire cosa c’era che veramente non andava.
La loro storia d’amore dovrà sopportare il ritorno del padre della Dott.ssa Torres a Seattle,determinato a voler ricucire i rapporti con la figlia, dopo averle tagliato i fondi e averla disconosciuta nella scorsa stagione, avendo appreso della sua storia omosessuale.
Nel tentativo di fare ammenda con Callie porterà con sè nientemeno che un prete, credendo che un aiuto “ dall’alto” possa raddrizzare la situazione.
Il signor Torres che riappare per convincere la figlia a tornare a frequentare gli uomini e vorrebbe farlo con l’aiuto del prete rimanendo però fermo sulle sue posizioni mentre inizia a citare dei passi della Bibbia,è, senza dubbio, il colpo di scena del 5° episodio della 6^serie.
La situazione che dovrebbe sembrare drammatica fa quasi sorridere per la modalità in cui succede.
Callie, risponde al padre con altri passi della Bibbia ma, ad un certo punto dice :
“ You can’t pray away the gay!”
prima rispondendo a lui ma dopo, urlandolo, in modo direi liberatorio, come se lo urlasse a se stessa e al mondo, mentre si trova già nel corridoio, creando così lo stupore negli altri membri dello staff dell’ospedale.
Arizona la trova piangente e disperata e, quando Callie si lamenta della reazione del padre, Arizona le spiega che gli deve dare tempo, che per lui è una novità, mentre quando ha presentato la sua prima fidanzata alla sua famiglia, loro erano già preparati perché lei, già da adolescente, aveva lasciato loro dei segnali sulla sua omosessualità, preparandoli.
Sarà il suo intervento, con un discorso al signor Torres a far riavvicinare il padre alla figlia.
Arizona, con molta dolcezza e senza rancore, ricorda al signor Torres che l’importante non è “chi” frequenta sua figlia, ma se è ancora la ragazza che lui conosceva, se ha ancora gli stessi principi e gli stessi valori.
Gli racconta del suo coming out con suo padre, un generale dell’esercito americano e gli conferma il suo amore per sua figlia.
Rassicurato da questo discorso il signor Torres riabbraccia la figlia e le chiede che, almeno, si sposi e gli dia dei nipoti.
Callie gli da delle speranze dicendo che si potrà fare quando sarà il momento giusto.
Per la serie, l’America non è l’Italia ecco.
Magari andassero così tutti i nostri coming out !
Il padre, alla fine di questo incontro molto commovente, la stringe più forte e le dice, sorridendo, che spera solo che lei ( Arizona) non sia vegetariana. Perché lui non avrebbe potuto sopportare anche questo.

Ecco...sto lavorando su un articolo su questa storia e mi sono sentita molto un'Arizona senza Callie, in questo paese così difficile ancora per le Callie ( ma anche per le Arizona ) e mi auguro, per questo nuovo anno che ogni Callie trovi la sua Arizona e che ogni Arizona trovi la sua Callie.
E che l'amore, come dire? Trionfi !

mercoledì, dicembre 23, 2009

Eppure è arrivato



















Qui che aspetto i brasiliani che la turbina si è rotta e sono tornati indietro ma si sono guadagnati una notte e un giorno in un albergo a 5 stelle e un viaggio in classe executive e mi arrivano da Francoforte e non più da Monaco un giorno dopo ed io, se fosse stato ieri non sarei potuta andare a prenderli ma la neve va meglio e, quindi, vado.
Mi sono guadagnata un'andata a Malpensa.
Mi sembra il minimo ai due adorabili.
E sono andata a comprare le catene, non si sa mai, ed erano finite tutte e le catene, si sa, è bene che finiscano ma non quando c'è tutta questa neve in giro ed io devo affrontare un viaggio.
Vado senza catene . Tanto, sono abituata.
Se nevica, abbandono la barca e chi si è visto si è visto.
Intanto vi bacio e vi penso laddove non so com'è ma m'immagino.
Qui va tutto bene.
Ieri a scuola c'era un bel Babbo Natale con renna slitta e tutto. Anche la neve nevava.
Ci sono affondata di mattina presto verso la scuola a controllare che tutto funzionasse.
Va tutto bene.
Così spero anche a voi.
Il braccio ancora ha bisogno di rieducazione ma vedere la bidella Ester allacciarmi gli scarponi con tutto l'amore di questo mondo, quasi quasi, mi fa avere quel pò di pazienza che manca.
Io vado.
Poi torno
Buon Natale ragazzacce e ragazzacci.

martedì, dicembre 15, 2009

qualcosa brucia ancora

...e non è la legna bagnata...
che quella fa solo FUMO !

Vado a cena dalle amiche, spendo si, spendo...ho comprato anche i dolcini.
Vi lascio questa canzone che ho ascoltato alla radio tornando dal dottore del braccio che mi ha proposto un altro ciclo, altri soldi. Allora tanto vale comprare i dolcini.
Va tutto bene.



martedì, dicembre 08, 2009

andando per mostre



Così sono andata a Milano, al Palazzo della Ragione che pensavo fosse il Palazzo delle Regione a vedere una mostra e poi non ho comprato il poster che mi piaceva tanto, con la foto delle donne abbracciate in una tempesta di sabbia. Ma perchè non l'ho comprato? SteveMcCurry, bellissime foto.
Oggi, stanca morta dopo aver portato in giro la collega siciliana che è venuta a trovarmi perchè dice che chi si è voluto bene o si vuole ancora bene non può stare tutto questo tempo senza vedersi,ed è anche vero, ci si abitua anche all'assenza, e allora vai al lago di Garda, vai al lago di Iseo, vai all'Artigiano in Fiera a Milano che, ogni volta, mi dico " mai più...mai più..." e poi ci torno, comprate le marmellate siciliane per spalmare sui formaggi che, neanche in sicilia le trovo, imbarcati lei e il suo compagno, mi dicevo che volevo solo restare a casa, restare a casa, e mi arriva la telefonata delle ragazze, che dio le conservi sempre così, ragazze che si mettono in macchina e cercano belle mostre, e si va a Monza, per la mostra " anni 80" , belle ma poche le opere, da Schifano a Basquiat, ma mi sono ricordata tante cose.
Negli anni 80 io c'ero e avevo l'età di Elis adesso, che era in macchina con me e mi ha raccontato tante cose e anche io a lei.
Mi sono ricordata delle spalline...
Le spalline!!! E chi se le ricordava più? Le spalline attaccate con lo strapp ma io le incastravo sotto la bretella del reggiseno...
e ho comprato un poster di Keith Haring con due omini che spingono il mondo, e lo voglio mettere qui a casa, perchè ho visto io e mio figlio nei bei colori ma anche nel gesto e nelle gocce di sudore.
C'è di nuovo Grey's Anatomy e io e lui ridiamo e piangiamo insieme, ma è di giovedì e devo fare gli equilibrismi per dividermi fra il piacere e il dovere che è anche un piacere ma diverso.
E il braccio non riesce a sollevare il fazzoletto bianco che saluta la nave, qualsiasi nave, di tutte queste navi.
Ma appoggio la valigia per terra e saluto col destro. E fa lo stesso.
Va tutto bene.

sabato, novembre 14, 2009

Il solito Paese le insolite persone

Oggi nella doccia facevo delle considerazioni.
Pensavo al corso di psicologia e pedagogia che ho fatto , ebbene si anche le maestrine piangono, e al relatore quando ci spiegava quanto sia importante sentirsi motivate a far qualcosa.
Ho imparato da poco, ma veramente poco, a fare questi filmatini. E, grazie a Dio, non è stato solamente per poter mettere insieme ricordi di compleanni o di viaggi ma perchè io ci tenevo tanto a mostrare la riuscita della manifestazione WHAD qui a Brescia, perchè per quella manifestazione avevo disturbato mezzo mondo e messo in moto una macchina organizzativa che già c'era ma stentava a partire e così ho dato tante di quelle spinte che forse è stato allora che mi sono lesionata questo tendine al braccio e che ancora stiamo qui a decidere se operare o no.
E poi consideravo le tante riprese che non posso usare perchè so che non tutte hanno un rapporto sereno con la visibilità.
E allora pensavo a questo paese qui dove viviamo, che ci costringe a nasconderci e alla campagna antiomofobia che sarà quel che sarà ma è già qualcosa se il paese è questo qua.
Al meeting eravamo una settantina di donne, occhio e croce e ho potuto prendere i primi piani solo di una decina, tenendo conto che su circa sette ho la certezza, mentre su qualche altra ci scommetto.
E pensavo, sempre sotto la doccia, che le devo tranquillizzare perchè le riprese che uso sono quelle dove sono di spalle o molto ma molto lontane e che, per la maggior parte di loro,

( quelle che non conosco, quelle che intuisco, quelle che so che ) butto tutto il materiale e devo stare a cucire i piccoli pezzi che avanzano, come una sarta che vuole, comunque, mettere insieme un bel vestito.
Peccato però. Non poter rivederle, sono state proprio brave a partecipare e a stare ai giochi e anche, e perchè no? a farsi riprendere.
E' già un bel passo.
E poi pensavo a quanto sia difficile la vita per le lesbiche, sia per quelle visibili che per quelle che hanno problemi con qualsiasi forma di visibilità esterna.
Chè quelle visibili forse hanno addosso come un repellente e che, a loro, magari, si preferisce una meno impegnativa, chè io la immaginavo con un uomo a vedere che effetto che fa mentre ha preferito una situazione meno pericolosa che una donna che va a letto con un'altra non sempre è una lesbica.
E quelle non visibili che, magari aspettano un meeting o qualcos'altro per poter essere se stesse, e meno male che ci sono i meeting chè, quando ero non visibile io, manco sapevo esistessero le altre lesbiche, figuriamoci se immaginavo si riunissero.
E allora ho pensato alle Spartienti ( il filo conduttore di questo meeting) e alla loro vita dura, fatta di momenti difficili e di grossi sacrifici. Quelle guerriere...
E che, infatti, ci somigliamo, perchè non siamo nel mondo meraviglioso di Walt Disney ma nella guerra di ogni giorno.
Ma, guerra o non guerra, dalla doccia bisognava pur uscire perchè altrimenti mi arriva una bolletta come quella dell'inverno scorso.
Non so che senso abbia mettere i filmati qui in questo blog ma è un pezzo di vita che, forse, molti di voi non conoscono non immaginano.

70 donne impegnate per tre giorni intorno ad un romanzo di fantascienza
" La difesa di Shora"
che ci ha riempito di valori e di concetti, nostri e loro, nascosti e da scoprire,
e da non dimenticare.

Scusate l'essenza

Ma ero ad organizzare un meeting...
E, nel frattempo è successo di tutto, anche il pc fuori uso, insieme ad un braccio.
Spartisco con voi, pillole del meeting. Così...per chi non si immagina, per chi sa, per chi non sa e per chi, magari, non vuole sapere.

pillole di un meeting















lunedì, ottobre 26, 2009

ma che Italia è ?

che una va ad un Convegno a Torino, con tanto di Patrocini, dall'Università degli Studi all'Ordine dei Medici passando da quello degli psicologi del Piemonte, toccando la Società Italiana di Pediatria...convegno nel quale hanno avuto il buon gusto di coinvolgere le associazioni LGBT e dove ho potuto vedere una brochure ( con tante informazioni utili) del Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere che ha un

" servizio LGBT",

deliberato dalla Giunta Comunale,per il superamento delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere.

E una, mentre è li, fra pediatri, psicologi e vari operatori del settore, e sente l'antropologo, la biologa, la psicologa, i pediatri, si domanda:

" Ma siamo in Italia? "

Dove sostengono che la parola " disfunzione" per quel che riguarda il genere, dev'essere abolita, e mentre loro parlano, ti senti in Europa, ti senti nel mondo e non nel terzo mondo...

e poi compra il Manifesto, giornale di sinistra e cosa ti trova?

L'infelice vigneta di Vauro:


e, dal Manifesto ci si aspetterebbe ben altro, posto che non è il " Vernacoliere" e ti cade il braccio buono.
Quindi, anche in un giornale come Manifesto?
E poi ci stupiamo che un politico di sinistra, si lasci ricattare da tre carabinieri...
Se questa è l'Italia, come diventa difficile fare coming out, dire, raccontare, semplicemente.
Dominijanni, nello stesso numero sostiene che :
“la vita privata di un uomo politico riverbera sulla sua immagine (e sulla sua sostanza) politica”, l
Ma io mi chiedo, quando la finiranno di esprimersi con i soliti:
" prenderla nel culo, metterglielo in culo?" deridendo pubblicamente la sessualità omosessuale?
Che questo si, ci rimanda ad un atteggiamento non certo privato e non certo privo di valenza politica.
In un paese poi, nel quale un italiano su tre va con i trans, ed è un numero alto, alto, ed è chiaro che ogni donna pensa che quell'UNO non è il proprio marito, il padre, il fratello, il figlio e così via...
Ma che paese è?
Se una va fino a Torino per sentirsi quelle cose che già sa ma che devono ancora e ancora essere dette, dove medici, psicologi , fior fiore di professionisti ci spiegano quello che già sappiamo ma che tanti altri li dentro quelle due sale piene piene ( hanno dovuto aprire un'altra con tanto di schermo gigante) vogliono sapere
" che le tensioni di cui è permeata l'omosessualità sono riconducibili ad una incomprensione della società messa in crisi da un orientamento sessuale considerato incongruo rispetto ad una eterosessualità elevata a modello unico...
che bisogna imparare a vedere le tante variabili in cui omosessualità e transessualità si esprimono e, quindi, la polisemia di termini che soffrono negli abiti troppo ridotti in cui li abbiamo costretti...."
Poi una compra il giornale, si sceglie il Manifesto, che è di sinistra e non si aspetta una vignetta come quella.( ma perchè mai poi, non dovrebbe?)
E capisce che dire che c'è ancora tanta strada da fare è dir nulla,e che, a volte, qui non si vede la fine.
Scusate la pesantezza.

martedì, ottobre 20, 2009

E' questo andare...




Sono stata una giornata intera salendo e scendendo dai treni che, la linea Brescia/Reggio Emilia è terribile...Si fa prima ad andare a piedi.
E ho trovato gli appunti:

Beh...non dovrò più guardare ogni uomo pensando a cosa ci avrebbe trovato lei e a quanto gli sarebbe stata bene accanto.

E questa è cosa buona anche se poco giusta.

Salgo e scendo dai treni alla ricerca della patente perduta e la ritrovo ( la patente) all'ultimo minuto che mancava a mezzogiorno.
Avevo provveduto a perdere anche il treno che mi avrebbe fatta arrivare in orario.

Pensiero liberato, di colpo, dalla galera nella quale viveva imprigionato, senza reato.
E mi distraggo. E perdo anche questo treno. Quello che mi avrebbe fatta arrivare prima di mezzogiorno.
Le prefetture, chiudono, inesorabilmente, allo scadere dell'ultimo minuto.
Ma io ho imparato a bussare.


In quest'ultimo giro di valzer non voglio sbagliare i passi, non voglio pestare delicati piedi e non voglio essere pestata.
Ho troppi calli.
Le relazioni mi opprimono, le persone mi deludono, il corteggiamento mi stanca.
Non è tempo per le passioni umane.

Meglio un figlio che arriva.

Ahi come vorrei poter partorirlo un'altra volta. E far le cose per bene, e non nascondergli per tutto quel tempo quello che non gli ho detto.

E, intanto, riprendo la patente a me tolta e mai tornata.
Per poter portarlo a spasso e imparare che.
Perchè le cose che ci vengono tolte, bisogna andare a riprenderle.

Prima o poi.

E sorrido un pò fra un cambio e l'altro, son ben quattro
per tornare a casa, per chiudere un cerchio, beatamente sola e solitaria e un pò triste per essermi salvata.

Magari adesso la smetto di punirmi e di castigarmi.

Ritiro della macchina a Milano, in un agosto deserto, ritiro della patente a Reggio Emilia, la multa in alta valle,e quelle per pensieri che non dovevano essere ma erano.
e di perdere treni alle stazioni e occhiali sui treni.
E' questo andare, è questo andare...

Mentre c'è chi non ha fatto un passo, non ha mosso un dito.
ho queste scarpe bucate e le mani rovinate dal gelo.

e, mentre tutto sedimenta di nuovo nello spazio del già sedimentato,
accolgo mio figlio,
mi do ammalata,
sto a casa
mentre vado andando.








mercoledì, ottobre 14, 2009

non è servito a niente!


Siamo delusi, siamo stanchi e stanche...l'ultimo mese è stato faticoso. Discussioni interne nel movimento, manifestazioni, discorsi...

Ieri si chiedeva in parlamento una piccola cosa.

Mica il matrimonio,mica gli stessi diritti...Una piccola e ( ormai) scontata cosa.

Molto meno di un compromesso, solo la richiesta di tutela come esseri umani.

Non hanno concesso neanche questo.

Che paese è un paese che mette in atto scelte che alimentano la violenza e la discriminazione?

Con una politica arroccata nei suoi subdoli interessi?

Si chiedeva solo che ci fosse l'aggravante anche per l'omofobia e la trasfobia.

Solo questo.

Come mai l'hanno bocciato il disegno di legge proposto da Paola Concia?

Semplicemente perchè:

inserire semplicemente - secondo la proposta originaria - nella legge Mancino l'orientamento sessuale e l'identita' di genere, avrebbe voluto dire che un sacco di gente doveva stare attenta a quello che va dicendo in giro sugli omosessuali e i trans , Papa compreso, MOIGE, Milithia Christi e riparatori vari!

Cosa fare? Cosa fare? Cosa fare?

Tornare nelle piazze, fra le persone, scrivere lettere di protesta e continuare...

finchè fra unqualche tempo la legge arriverà, perchè deve arrivare ( lo vuole la comunità europea) e sarà ( forse) scritta dalla Carfagna che si farà un sacco di pubblicità.

E chissà che legge sarà ( dio ce ne liberi)

Che tristezza però.

domenica, settembre 20, 2009

R/ESISTIAMO

Ho imparato...sono tanto impegnata ad imparare per ora.
Ho imparato che si può fare !
i filmini...metterli sull'web...organizzare un sit-in...scendere in piazza...







sabato, settembre 19, 2009

sto imparando...

giovedì, settembre 17, 2009

nel centro del cerchio



Nel centro del cerchio io c'entro.

Sono quella nel centro del cerchio.

Quanta bella gente...quanta.

E quanti passi dobbiamo ancora fare ?
Tutti quanti.

quanti ce ne vorranno?

Intanto un bel cerchio.Di circa duecento.


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venerdì, settembre 11, 2009

scusate se annoio



Ma è un periodo di lotta. Siamo in piazza, siamo a cercare le piazze ( qui a Brescia la cosa sta diventando veramente difficile). Oggi un altro pestaggio.


Questa volta a Firenze.


Scusate se annoio ma vi vorrei tanto far partecipi.


E' un periodo di lotta che ci sta richiedendo tanta energia e tanta Santa Pazienza.


Cosa si chiede?


Che sia approvata la proposta di legge a prima firma Paola Concia (Pd) sull’omofobia che prevede l’inserimento nel codice penale dell’aggravante di reato commesso per finalita’ di discriminazione di genere.
Però, secondo me, non è con una legge che risolveremo il "problema".
Il "problema" lo si risolve nelle scuole, nelle scuole, nelle scuole.
Ma questa è un'altra storia è un altro post.
Intanto noi continuiamo a scendere in piazza. Compatti. Tutti insieme.
Oggi la notizia che Mara Carfagna propone ( finalmente) una legge che va contro se stessa:


"Una vera e propria barbarie".
Cosi' il Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, ,definisce i recenti episodi di intolleranza contro gay e trans, in un'intervista al settimanale "Di Tutto", da oggi in edicola.
Mara Carfagna ribadisce "la necessità" di una legge contro l'omofobia già presentata dal PD e dice di "condividere" l'impianto.
"L'emergenza dei nostri tempi sta nel dover fermare questa emulazione di atti violenti con una presa di coscienza collettiva, che condanni l'intolleranza che sembra emergere nelle nostre città. Tutte le forme di violenza sono da condannare duramente; quando poi sono motivate da ragioni di discriminazione sessuale o per motivi razziali, si tratta di una vera e propria barbarie che non può essere giustificata in alcun modo. E' giusta l'aggravante per i reati che prevedono una discriminazione per ogni forma di diversità".
Il Ministro lancia anche un appello alle donne ("Unitevi e siate solidali") contro ogni forma di sopruso. L'invito arriva in occasione della Conferenza Internazionale Sulla Violenza Contro le Donne che si sta svolgendo in questi giorni a Roma.
Mara Carfagna ricorda le recenti affermazioni del sottosegretario di Stato americano, Hillary Clinton:
"Laddove alle donne vengono negati diritti e pari opportunitaà, li' c'è terreno fertile per ogni altro tipo di violenza ed estremismo, compreso il terrorismo".




Qualcosa si muove?

Intanto ci muoviamo. Insieme.
Mai vista tanta gente accanto.

martedì, settembre 08, 2009

ad ognuno i propri sogni

Da Repubblica on line OGGI:










"Via Cavour, lo striscione contro
gli omosessuali
Uno striscione con una scritta omofoba è stato affisso, stanotte, nei pressi di via Cavour, a Roma. Richiamandosi alla famosa frase pronunciata da Martin Luther King, la scritta ingiuriosa recita: “I have a dream. Froci al Colosseo, ma con i leoni”. “We have a dream” è anche lo slogan scelto dal movimento spontaneo di gay e lesbiche, che ha organizzato le fiaccolate romane anti-omofobia del 28 agosto e del 4 settembre. Lo striscione è firmato CMT, acronimo che indica la “comunità militante Tiburtina”..."
Se non l'hai fatto, leggi il post prima di questo !
Io, nel frattempo, vado a Milano.

Io, nel frattempo ,organizzo qualcosa anche nella mia città.
Io, nel frattempo, cerco di darmi da fare.
Io, nel frattempo ,mi muovo.
Io, insieme a tanti altri e tante altre, abbiamo un altro sogno.

lunedì, settembre 07, 2009

Siamo in piazza ! We have a dream














Molto impegnata ultimamente. Però voglio comunicarvi e voglio chiedervi di diffondere quello che sta succedendo.
Non ho molto tempo per spiegare. Ho trovato uno fra i tanti blog dove tutto è spiegato.

Se in una società esiste una discriminazione, la cosa riguarda tutti, etero, gay e indecisi.

Quindi, riguarda anche voi.
Stiamo preparando un sit-in qui a Brescia sulla scia del movimento nato a Roma attorno alle ultime violenze subite e che non intendiamo più subire ma...
Le persone omosessuali sono figli, figlie, fratelli, sorelle, amici di tutti voi che in questo momento sono esposti alla crudeltà di ogni pazzo che passa in virtù del loro essere parte debole, una fetta di popolazione cui lo stesso Ministro per le Pari Opportunità nega qualsiasi riconoscimento.
Una gran parte della società ci vede come macchiette, peccatori, gente frivola e viziosa, capace solo di fare discoteca in mutande sui carri.
Gente indegna di considerazione in quanto deviata.
Ecco perchè arrivano i fascisti, arrivano le bombe carta, i coltelli, i pugni, i genitori che uccidono i figli perché non riescono a sopportare la vergogna di una sessualità pubblicamente considerata come una perversione.
La discriminazione degli omosessuali non è (più) una faccenda degli omosessuali.
E’ qualcosa di cui gli eterosessuali devono prendere coscienza.
Io credo che dovreste esserci, che dovreste sostenere le fiaccolate.
Dare la vostra adesione, anche se simbolica e diffondete, diffondete il verbo, cavalcando l'onda.
Ed io confido nella grande forza dell'web e nella società civile.
Bisogna che tutti sappiano che siamo in piazza e che siamo in tanti e tante.
Insieme.
Corro