venerdì, maggio 11, 2012
lunedì, aprile 30, 2012
Come una lunga festa !
E' arrivato Maggio !
A volte va così...dura anche una settimana. Come la festa di Sant'Agata a Catania.Mio padre diceva che era di notte ma che si trattava del 30 aprile, mia madre sosteneva fosse appena passata la mezzanotte e che era il 1 maggio.
Litigavano
E mi hanno lasciata col dubbio.
Intanto, oggi, parto e si festeggia, poi torno e si festeggia e poi sabato si fa FESTA grande.
Con tutt* quell* con cui combatto per e contro qualcosa.
Bidelle comprese.
Quanto mi farebbe piacere avervi fra i partecipanti.
lunedì, aprile 23, 2012
giovedì, aprile 19, 2012
Ordine dei Medici ?
Allora l'ESPRESSO parte con questa inchiesta e a volte quanto vorrei non sapere, vorrei non ci fosse più nulla contro cui.Che stanchezza.
Però, se siamo malate per lo Stato Italiano, possiamo richiedere la pensione di invalidità?
Magari !
E poi ecco che ci si organizza. Qualcosa bisogna pur fare.
Nonostante.
Le nostre dottoresse stanno portando, con coraggio, alle assemblee provinciali dei propri ordini, interventi a proposito di questa faccenda della diagnosi di omosessualita' egodistonica...
E cristo, tocca leggere, informarsi, prepararsi, andare,diffondere, brigare...
Svegliarci, che è primavera.
Sigh.
Bene, se passa da qui,per caso, qualche dottore o dottoressa che vuole leggere il discorsetto ( già letto a Milano e a Roma ) che incollo sotto, all'assemblea del suo ordine, come si dice, ne ha facolta'! :)
potete, comunque, divulgare. Che è già tanto.
Egregi Colleghi,
pochi giorni fa il Ministero della Sanità Italiano ha approvato l’ICD-9CM come riferimento per la classificazione delle malattie per tutte le istituzioni pubbliche, sanitarie e non.
All’interno di tale pubblicazione, che risale al 1997, è compresa (Capitolo V, classificazione dei Disturbi Mentali), la diagnosi di “Omosessualità egodistonica” (cod. 302.0) e le sue articolazioni “Disturbo di conflitto omosessuale” e “Lesbismo egodistonico”.
Com’è noto, l’ICD ha subito un’importante revisione nel 2000 a seguito della quale, seguendo il percorso del DSM (come si sa, il manuale redatto dalla American Psychiatric Association considerato dagli specialisti di tutto il mondo il riferimento principale per la diagnosi e il trattamento delle malattie mentali) è stato escluso dalle condizioni patologiche l’orientamento omosessuale.
Vi chiedo se non riteniate giusto che anche l’Ordine dei Medici della Provincia di Milano prenda posizione, chiedendo al Ministero della Salute che venga adottata senza ulteriori indugi l’ultima versione disponibile del manuale ICD redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il Codice Deontologico impegna infatti noi Medici, nella nostra attività professionale al servizio della comunità, ad agire “con diligenza, perizia, prudenza e secondo equità”: ma questo ritardo nell’adozione delle più recenti classificazioni diagnostiche rischia di creare confusione in tanti Colleghi, potendo suggerire interventi di malpratica che possono mettere a rischio il benessere di tanti nostri assistiti.
Il Medico di Medicina Generale è spesso la prima figura professionale interpellata dalle famiglie dei giovani omosessuali, e gioca pertanto un ruolo essenziale di informazione ed educazione, di contrasto verso lo stigma sociale che ancora oggi, nel nostro Paese, accompagna l’esperienza omosessuale.
Non si tratta di una questione di poco conto: un atteggiamento negativo da parte del contesto di riferimento, familiare e sociale, può essere altamente lesivo del benessere dei giovani gay e lesbiche, se è vero che tali fattori sono assai spesso implicati nei suicidi di adolescenti.
Auspico che questo Ordine, dando prova della sua sensibilità verso tematiche così importanti e delicate, voglia giocare un ruolo essenziale di informazione ed educazione orientato al rispetto, all’accettazione delle differenze e alla facilitazione della piena espressione anche delle persone con orientamento non eterosessuale, in tutte le aree della vita, promuovendo incontri di formazione e prendendo chiaramente posizione per chiarire in ogni sede che l’omosessualità nel 2012 non può più essere considerata a nessun titolo una malattia da curare.
Daremo così prova che noi Medici siamo impegnati a promuovere la salute di tutti i nostri assistiti, a prescindere dal loro credo religioso, genere di appartenenza, livello socioculturale rispettandone l’orientamento sessuale.
mercoledì, aprile 18, 2012
Una volta tanto
Se chiudo gli occhi non ci sei in fondo a tutti i miei vorrei,
almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via..
Se chiudo gli occhi dove sei?!
Davanti a tutti i dubbi miei,
almeno tu lasciassi scia saprei come mandarti via..
Una volta tanto dimmi "sempre, sarà per sempre",
quanto ti costa dirmi sempre, se poi sempre è una bugia..
Prendimi in giro e dimmi "sempre" ah! "sarà per sempre",
ma che ti costa dirmi sempre, se poi sempre è una bugia..
Se chiudo gli occhi forse sei tutti gli errori quelli miei,
almeno tu fossi poesia saprei cantarti e così sia..
Chiudessi gli occhi affogherei.. è un fiume in piena di "vorrei",
se almeno tu lasciassi scia saprei seguirti e andare via..
Una volta tanto dimmi "sempre, sarà per sempre",
quanto ti costa dirmi sempre se poi sempre è una bugia..
Prendimi in giro e dimmi "sempre" "sarà per sempre",
ma che ti costa dirmi sempre, se poi sempre è una bugia..
Se chiudo gli occhi non ci sei,se chiudo gli occhi dove sei?!
Una volta tanto dimmi "sempre, sarà per sempre",
quanto ti costa dirmi sempre, se poi sempre è una bugia.
Prendimi in giro e dimmi "sempre, sarà per sempre",
quanto ti costa dirmi sempre, se poi sempre è una bugia..
Se chiudo gli occhi non ci sei in fondo a tutti i miei vorrei,
almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via.
domenica, aprile 08, 2012
venerdì, marzo 30, 2012
Adrienne Rich

E' morta. All'età di 82 anni a Santa Cruz in California. Chi era?
Poetessa, attivista, donna, femminista, lesbica.Per decenni è stata una fra le scrittrici più influenti del movimento femminista e una delle più conosciute intellettuali americane.
"Cartografie del silenzio è la prima testimonianza completa (raccoglie infatti un’ampia selezione di testi dal 1951 al 1995) della maggiore poetessa americana vivente. Finora sconosciuta in Italia, Adrienne Rich ha al suo attivo più di quindici volumi di poe
sie pubblicati nel corso di cinquant’anni di lavoro all’insegna della stima e del consenso più ampio, coronato dai maggiori riconoscimenti letterari d’America. Troppo ingombrante è stata, forse, la sua notorietà come teorica, attivista e femminista, che ha determinato, per esempio, il successo editoriale del saggio Nato di donna, ininterrottamente ristampato da Garzanti dal 1995, primo libro femminista interamente dedicato alla maternità. Eppure la poesia della Rich non è affatto una poesia “di genere”, “di nicchia” o militante; ha il respiro ampio di tutte le meditazioni lucide e ispirate alla realtà: parla di amore, di morte, di rabbia, di democrazie, di esistenze calpestate a cui è stato tolto tutto, anche la voce. Questo libro invita a una sorta di viaggio, a un percorso appassionato che il lettore intraprende attraverso le gioie e le ferite del nostro tempo."Lo riprendo e lo rileggo e mi ritornano dei versi preferiti:
i rituali, il protocollo
l’annebbiarsi dei termini
silenzio non assenza
di parole o musica oppure
suoni malvagi
Il silenzio può essere un piano
rigorosamente completato
la cartografia della vita
É una presenza
ha una storia una forma
Non confonderla
con qualsiasi tipo di assenza
4.
Quanto tranquille, quanto inoffensive queste parole
incominciano ad essere per me
anche se spinte dal dolore e dall’ira
Posso oltrepassare questo film dell’astratto
senza ferire me stessa oppure te
qua c’è abbastanza dolore
È per questo che suona il classico del jazz su questa stazione?
per dare un sottofondo di significato al nostro dolore?...
Poeta e saggista, testimone critica della storia del '900, figura amata e rispettata dal movimento delle donne, Adrienne Rich è scomparsa l'altroieri a Santa Cruz in California.
Aveva 82 anni, non si è stancata di cercare ilmagico punto di convergenza tra la scrittura e l'impegno Adrienne Rich, sessant'anni anni di poesia: coerenze e mutamenti che costeggiano emodificano la storia della poesia statunitense (e per molti versi della poesia tout court), muovendo da una scrittura assai curata e per così dire«tradizionale», che è stata ricondotta all'influenza di Auden e Yeats - inevitabileesempio è la sua prima raccolta, A Change of World, pubblicata dopo aver vinto nel1950 lo Yale Younger Poets Award - a lavori che, a partire dagli anni Sessanta, sempre più mettono in questione ogni regola, sul piano formale e neicontenuti apertamente femministi e di forte impatto politico.
Eppure già in quel volume, così attento a metro e rime, così apparentemente aderente alle convenzioni poetiche, una infrazione tematica metteva in primo piano l'ottusa pesantezza di tanta quotidianità femminile, la fatica inane di Zia Jennifer che ricama tigri lucenti mentre sulla mano le grava massiccio e l'imprigiona l'anello nuziale: «Quando la Zia sarà morta, le sue mani terrorizzate si poseranno / Ancora inanellate dalle ordalie che l'hanno domata. / Letigri nel pannello che lei fece / Continueranno a impennarsi, orgogliose e impavide».
Il «comodo campo di concentramento» di cui parla Betty Friedan in La mistica della femminilità, quell'insieme di modelli e doveri e restrizioni e «privilegi» che potentemente incanalavano l'esistenza delle donne, saranno poi chiamati in causa anche in Istantanee di una nuora (1967), impietoso ritratto di vite rinchiuse in cui la mente va «in disfacimento come una torta nuziale, / appesantita d'inutile esperienza»; riconoscere l'errore compiuto accettando quelle regole e così sfuggirvi implica un duro prezzo - «Una donna che pensa dorme coi mostri» -ma anche la possibilità di un futuro diverso. Sempre nelle poesie, che aprendosi al linguaggio colloquiale andranno a sperimentare inedite cadenze e fratture, e anche nei saggi, che da un lato chiariscono la sua visione culturale e poetica, e dall'altro più esplicitamente riflettono su tematiche sociali, spesso affrontando questioni di scottante attualità, Rich ha intrecciato il racconto e l'analisi delle sue esperienze a un lucido esame delle dinamiche sociopolitiche.
Si è fatta così testimone critica della storia del Novecento e del difficile passaggio di millennio - fino a definirsi nel 2001 «una scettica americana», ancoraconvinta che si possano e si debbano cercare giustizia e dignità, e però così delusa dal ruolo «de-moralizzante e destabilizzante» che gli Stati Uniti hanno avuto a tal proposito da vedere «in uno scetticismo appassionato, né cinico nénichilista, il terreno da cui proseguire» questa ricerca. Voce amata e rispettata del movimento delle donne statunitense, Rich è stata significativa per il pensiero femminista anche in Italia - dove forse la sua elaborazione teorico-politica è stata più nota della sua poesia, che pure «tuffandosi nel relitto» (Diving into the Wreck, 1973) indaga a fondo le oscure profondità dell'esperienza femminile, la necessità di essere «per codardia o coraggio / quella che troverà la via / per entrare di nuovo in scena / con un coltello e una macchina fotografica / un libro di miti / in cui / non compaiono i nostri nomi».
... In particolare, vanno ricordate le sue riflessioni sull'importanza di privilegiare le relazioni tra donne, riconoscendo un «continuum lesbico» che non necessariamente include le scelte sessuali - per quanto esse debbano trovare libera espressione, sfuggendo al diktat di una «eterosessualità obbligatoria» - ma che certamente prevede il riconoscimento della centralità di mediazioni femminili; la «re-visione» dell'eredità culturale del patriarcato, da guardare con occhiconsapevolmente «differenti» si è rivelata fruttuosa e liberatoria, portando a riletture e riscritture molteplici di testi e figure del passato; resta cogentel'invito a essere «infedeli alla civiltà», di cui Rich parlava nel 1978 guardando alla questione del rapporto tra donne nere e bianche, e che si può considerarequasi una riformulazione, in tempi di coinvolgimento nel potere delle donne, inmolta parte del mondo non più escluse da cariche pubbliche, della chiamata all'estraneità di Virginia Woolf; e mentre ancora per tante giovanidonne troppo difficile rimane il «doppio sì», la possibilità di avere figli e un lavoro senza essere penalizzate, continua a parlarci la lucida durezza concui in Nato di donna, a partire dalla difficoltà esperite come giovane poeta madre di tre bambini, interroga e decostruisce le istituzioni del matrimonio edella maternità e i loro meccanismi alienanti.
Non il distacco di una torre eburnea, ma l'essere presente e partecipe della Storia senza che ciò cancelli il valore della quotidianità e gli insegnamentidell'esperienza; non l'anelito a una serena imparzialità da cui distillare poesia, ma l'accettazione creativa della rabbia che nasce di fronte a ingiustizia e oppressione; non la ricerca di un'arte fine e metro di se stessa, ma il continuo affondare nelle vicende della propria vita e in quelle del mondo, cercando di trovare il magico punto di convergenza tra poesia e impegno sociale - sono questi i giochi di equilibrio in cui Rich si è provata tutta la vita, diventando per donne e uomini una maestra di coerenza, per le donne una voce che a tutte dava voce, e lasciando a chi ama la poesia un opus ricco e meraviglioso per consolarsi della sua scomparsa.
